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Che cos’è il Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani?

I ghiacciai sono le sentinelle del clima che cambia, e in quanto tali sono sottoposti ad un monitoraggio ripetuto, che viene catalogato all’interno di un report utilissimo: Il Catasto dei Ghiacciai Italiani.


Ne hai mai sentito parlare?


Ebbene questo rappresenta un importante strumento di valutazione, una “fotografia” dello stato di salute in cui riversano i nostri ghiacciai, nonché un inventario che racchiude tutte le caratteristiche e i cambiamenti riscontrati, per essere consapevoli del patrimonio glaciale che possediamo. È proprio attraverso il confronto con le precedenti edizioni del catasto che è possibile comprendere l’accelerazione della loro riduzione, tenendo traccia delle variazioni che li coinvolgono.

Studiare le dimensioni degli apparati glaciali è utile, inoltre, al fine di gestire correttamente le risorse idriche, prevedere i rischi ambientali e comprendere al meglio l’evoluzione del sistema climatico.

L’Italia vanta una lunga storia in materia di censimento dei ghiacciai, nel corso degli anni, infatti, si è succeduta una serie di catasti, frutto di continui aggiornamenti.


Devi sapere che dalla stesura del primo catasto il numero dei ghiacciai è cambiato repentinamente, la prima versione dell’elenco comprendeva 774 ghiacciai, la seconda ne comprendeva 835, fino a passare alle 1381 unità del Word Glacier Inventory.

Al momento gli apparati glaciali che ci testimoniano il cambiamento climatico, individuati dal Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, sono esattamente 903, 68 in più rispetto agli anni ‘50. Probabilmente troverai questa frase un po’ in contrasto con quanto si è sempre pensato…


Ma effettivamente l’aumento delle unità glaciali in termini numerici non è un evento positivo, in quanto la stessa cosa non accade in termini volumetrici

.

Questo perché il paradossale aumento delle unità glaciali è causato ad una repentina frammentazione delle stesse, dovuta alla loro fusione, che comporta ad una separazione del ghiacciaio in più porzioni.


Articolo scritto da: Ilaria Miotto

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